Aruba, l'isola che un italiano conquistò con la polenta
Aruba, l'isola che un italiano conquistò con la polenta Foto: ©Darryl Brooks/123rf Un belga, una tedesca, un’italiana e due arubani. Al tavolo del Wilhelmina sono in cinque quando Renwick Heronimo , che di mestiere fa la guida turistica, racconta di un...

Aruba, l'isola che un italiano conquistò con la polenta

Di quello che è accaduto a Frigerio, dopo che si è arricchito di oro e lasciato un’eredità gastronomica come la polenta, nessuno ne ha saputo più nulla. Eppure, quel che è certo è che la soluzione all’enigma su quale sia la vera identità di un’isola che non produce quasi nulla, ma importa tutto; che non ha una cucina tipica, ma è una mescolanza di influenze americane, europee e latine; che non parla una sola lingua, ma fra l’inglese e l’olandese ci infila una creola, si risolve in poche parole: Aruba un’identità non ce l’ha, al contrario è un miscuglio perfetto di cose e intenzioni che la rende la One Happy Island. E il simbolo di quest’essenza è quel tavolo di giornalisti in cui coesistono pietanze gastronomiche di ogni dove, lingue di parti diverse del mondo, in un equilibrio sorprendentemente felice.
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